Olbia vista dall'alto, il centro abitato e il lungomare
Veduta aerea di Olbia. Immagine della località fornita dalla proprietà: non ritrae l'appartamento

C'è un numero che spiega questa casa meglio di qualunque descrizione: 1,2 chilometri. Tanto separa la porta di casa, in Via Tiziano, dal Corso Umberto, che è l'asse pedonale del centro di Olbia. A piedi sono sedici minuti, misurati sul percorso reale e non in linea d'aria.

Sembra un dettaglio da scheda tecnica. In vacanza diventa la differenza tra decidere ogni sera se vale la pena prendere la macchina e uscire di casa senza pensarci.

Il percorso, passo dopo passo

Si esce dal cancelletto sul giardino e si prende la strada del quartiere, che è residenziale e tranquillo. Le case sono basse, i marciapiedi larghi, il traffico è quello di chi torna a casa. Non c'è un metro di salita: il tratto è completamente in piano, il che lo rende praticabile con un passeggino, con una valigia a rotelle o con un paio di ciabatte da mare.

Dopo qualche centinaio di metri il quartiere si sfilaccia e comincia la città vera: negozi al piano terra, portoni, una densità diversa. Da lì in avanti si capisce da soli dove si sta andando, perché tutto converge verso lo stesso punto.

Sedici minuti sono un tempo che va preso alla lettera solo la prima volta. Dalla seconda in poi si allunga, perché ci si ferma.

Cosa si attraversa

Il Corso Umberto è una strada pedonale, e questa è la cosa che sorprende chi immagina Olbia solo come lo scalo da attraversare in fretta per andare altrove. Non c'è rumore di motori, ci sono i tavolini fuori, la gente che cammina in mezzo alla carreggiata e le vetrine su due lati. La sera si riempie di famiglie, e il passeggio non è una attrazione per i turisti: è quello che fa la città.

Poco fuori dall'asse principale, in una piazza che si apre all'improvviso, c'è la basilica di San Simplicio: romanica, costruita in blocchi di granito, spoglia dentro come lo sono le chiese di quel periodo da queste parti. È dedicata al patrono della città e vale il quarto d'ora di deviazione anche se le chiese non sono il vostro genere, perché racconta quanto sia antica una città che al primo sguardo sembra tutta nuova.

Le vie laterali del corso sono strette e cambiano faccia ogni cinquanta metri. Non c'è un itinerario da seguire: si gira, e prima o poi si torna sull'asse principale.

Una città, non una cartolina

Conviene dirlo, perché è il senso di questo blog: Olbia non è il parcheggio della Costa Smeralda. È una città di persone che ci vivono, con i suoi quartieri, i suoi uffici, le sue scuole e il suo traffico del lunedì mattina. Chi la usa solo come punto di transito verso il nord se ne accorge appena, e questa è precisamente l'occasione persa.

Stare in un appartamento dentro il tessuto urbano invece che in una struttura pensata per i turisti cambia il punto di vista. Ci si accorge di dove va la gente la domenica, di quali strade si svuotano ad agosto e di quali no, di come cambia il rumore fra le sette del mattino e le nove di sera. Non è folclore: è semplicemente la differenza fra vedere un posto e attraversarlo.

La passeggiata verso il centro, fatta due volte al giorno per una settimana, è il modo più rapido per ottenere questo risultato senza sforzo.

Il momento giusto per andarci

La mattina presto si vede la città che lavora: i furgoni che scaricano, le saracinesche che salgono, i bar pieni di gente che sta andando da qualche parte. È il momento in cui Olbia assomiglia meno a una destinazione turistica e più a un posto dove si vive.

Il tardo pomeriggio è l'altro momento buono, quello del passeggio. In estate le ore centrali sono la parte peggiore della giornata per stare in centro: il sole batte sulla pietra, l'ombra è poca e i negozi in molti casi abbassano. Meglio quelle ore al mare, che comunque sta a dieci minuti di macchina, e il centro lo si tiene per dopo.

Nei mesi caldi il ritmo che funziona è questo: mare la mattina, casa e giardino nelle ore centrali, centro dopo le sei. Da qui si può fare, perché nessuno dei tre spostamenti costa più di un quarto d'ora.

Tornare a casa

Gli stessi sedici minuti, al contrario, con le buste della spesa o con il pane per la mattina dopo. È qui che si vede la vera differenza tra dormire dentro una città e dormire in una villa isolata a mezz'ora dal primo negozio: non c'è bisogno di programmare niente, e nessuno deve restare sobrio per guidare al ritorno.

Chi vuole allungare può rientrare passando dal fronte d'acqua, che aggiunge qualche minuto e cambia completamente la passeggiata. Ne parliamo per esteso nell'articolo sul lungomare di Olbia, che è il posto dove la città si sposta appena il sole molla la presa.

E se in una settimana l'auto non vi serve quasi mai, non è un caso: abbiamo messo nero su bianco cosa si fa a piedi, cosa coi mezzi e cosa richiede davvero un mezzo proprio nella guida su come muoversi a Olbia senza noleggiare l'auto.

Dormire dentro la città, non accanto

Da qui il centro è a 1,2 chilometri a piedi e il primo mare a dieci minuti di auto. Un appartamento al piano terra con giardino privato, fino a 4 ospiti.