L'archeologia, qui, non è una gita fuori porta: sta dentro il comune in cui si dorme.
Chi arriva in Sardegna con la voglia di vedere qualcosa di nuragico, di solito, mette in conto una giornata di macchina. Non è sempre necessario. Nel territorio comunale di Olbia, sulla direttrice che porta verso nord est e verso il Lido del Sole, c'è un pozzo sacro: si chiama Sa Testa.
Che cos'è un pozzo sacro
Un pozzo sacro è un edificio costruito attorno a una vena d'acqua. Lo schema si ripete in tutta la Sardegna nuragica ed è sempre lo stesso: una scala coperta che scende sottoterra, un vestibolo, e in fondo la camera con l'acqua. Nessuna stanza per abitarci, nessuna funzione difensiva. Serviva a una cosa sola, e quella cosa aveva a che fare con il culto.
Va detto una volta, perché aiuta a guardare le pietre con occhi diversi: costruire una struttura del genere significava tagliare, trasportare e incastrare blocchi di granito senza malta, con manodopera che nel frattempo non stava coltivando o pascolando. Era un investimento collettivo enorme per una comunità di quel tempo. Non lo si fa per un pozzo qualunque.
Dove si trova rispetto a casa
Sta sulla stessa strada che porta al Lido del Sole, che dall'appartamento dista 6,2 chilometri e dieci minuti in auto. In altre parole, non è una gita: è una sosta. Si esce di casa per andare al mare, ci si ferma prima o al ritorno, e si è visto un sito nuragico senza aver programmato niente.
È il tipo di cosa che funziona bene con i bambini, perché dura poco ed è all'aperto, e con chi in vacanza non vuole passare mezza giornata in coda su una statale.
Come guardarlo
La prima cosa da guardare è la lavorazione della pietra. Il granito non è un materiale accomodante: è duro, si sbriciola male, non si taglia a piacere. I blocchi dei pozzi sacri sono squadrati e accostati con una precisione che, senza strumenti di metallo evoluti, richiedeva tempo e mestiere.
La seconda è l'orientamento verso il basso. Tutta l'architettura porta l'occhio e il corpo sotto il piano di campagna, verso l'acqua. In un'isola dove l'acqua dolce è sempre stata la variabile che decideva dove si poteva vivere, non è una scelta simbolica astratta: è la cosa più concreta che ci fosse.
La terza è il contesto. Attorno oggi c'è la periferia di una città portuale moderna, con la strada, i capannoni, il traffico dell'estate. Il pozzo era lì prima di tutto questo, e ci sarà dopo.
Perché vale la pena, anche se dura poco
Una visita a un pozzo sacro dura venti minuti. Il motivo per cui vale comunque la deviazione è che sposta l'idea che uno si è fatto del posto in cui sta passando le vacanze.
La Sardegna nuragica non è una parentesi archeologica: è la civiltà che ha occupato l'isola per oltre un millennio e che ha lasciato migliaia di strutture sparse ovunque, comprese quelle inglobate dalle città moderne. Un pozzo sacro alle porte di Olbia non è un residuo capitato lì per caso: è il segno che quel punto, con la sua acqua, contava già molto prima che arrivassero i porti e le strade.
E poi c'è un vantaggio più terreno. Nelle giornate di vento, quando la spiaggia diventa una prova di resistenza, avere in tasca due o tre mete brevi e all'aperto a dieci minuti da casa salva la giornata senza costringere a chiudersi in casa.
Da incastrare con il resto della giornata
L'abbinamento naturale è con la spiaggia più vicina a casa: si va a Lido del Sole, e sulla stessa direttrice si passa anche dalla zona delle vecchie saline. Chi invece vuole restare sul filo della storia può chiudere il cerchio in città, con i relitti romani del museo archeologico: due tappe a poca distanza l'una dall'altra e duemila anni di differenza.
Le tombe dei giganti e i nuraghi più celebri della Gallura sono un'altra cosa e stanno più lontano: la Tomba dei Giganti di Coddu Vecchiu, per dare un ordine di grandezza, è a 20,7 chilometri e trentaquattro minuti di strada. Vale la gita, ma è appunto una gita. Sa Testa no: è dietro casa.
Dormire dentro la città, non accanto
Da qui il centro è a 1,2 chilometri a piedi e il primo mare a dieci minuti di auto. Un appartamento al piano terra con giardino privato, fino a 4 ospiti.


