6,2 chilometri. Dieci minuti. Sono i due numeri che rendono questa spiaggia diversa da tutte le altre di cui parliamo: non è la più bella della zona e non finge di esserlo, è semplicemente quella che si raggiunge nel tempo in cui, in altre località della Sardegna, si è ancora in coda al semaforo.
Il mare della porta accanto
Il Lido del Sole sta a nord est della città, in fondo alla strada che esce da Olbia in quella direzione. È un arenile lungo, con la pineta alle spalle e i servizi di una spiaggia usata dai residenti tutto l'anno, non solo nelle sei settimane centrali dell'estate.
Questo cambia l'atmosfera. C'è gente che ci va la sera dopo il lavoro, gente che ci porta il cane fuori stagione, ragazzi che ci passano il pomeriggio. Non è un luogo che si accende a giugno e si spegne a settembre.
Perché è la spiaggia del primo e dell'ultimo giorno
Il check in è tra le 14 e le 20. Chi arriva a metà pomeriggio non ha più il tempo per una spiaggia lontana, ma per una a dieci minuti sì. Si posano le valigie, si prende il costume e si va: la vacanza comincia lo stesso giorno in cui si atterra.
Il check out è alle 10, e in casa è consentito il deposito bagagli. Chi ha il volo o il traghetto nel pomeriggio può liberare l'appartamento, lasciare le valigie, andarsi a fare l'ultimo bagno qui e ripartire con i capelli ancora salati. È un dettaglio piccolo che, sull'ultimo giorno, cambia l'umore di tutta la partenza.
Le vecchie saline
Sulla stessa direttrice si attraversa la zona delle vecchie saline, che l'annuncio della casa cita tra i luoghi vicini. Non è più un impianto produttivo: oggi è un ambiente umido, con l'acqua bassa e ferma che si comporta in modo diverso dal mare aperto e con la fauna che quel tipo di ambiente si porta dietro.
È una sosta di dieci minuti in cui si guarda un paesaggio che non assomiglia a nient'altro qui attorno: piatto, salato, silenzioso, attraversato da uccelli. Ha il pregio di essere gratis, di stare sulla strada che state già facendo e di funzionare bene anche in una giornata storta.
La pineta
Alle spalle dell'arenile c'è la pineta, e in agosto è una risorsa concreta: è il posto dove si mangia all'ombra vera invece che sotto un ombrellone, dove si parcheggia senza trovare l'abitacolo a cinquanta gradi e dove i bambini stanno mezz'ora fuori dal sole senza doversi rimettere in macchina.
È anche il motivo per cui questa spiaggia funziona nelle giornate lunghe: si sta, si mangia, si torna in acqua, senza il ciclo estenuante di andate e ritorni che impone una spiaggia senza ombra.
Un mare senza pretese
Diciamo anche cosa non è. Non è la caletta di granito che finisce sulle riviste, non è un posto isolato e non è una spiaggia da fotografare dall'alto. È un arenile comodo e frequentato, e chi cerca esclusivamente il paesaggio da cartolina deve mettere in conto più chilometri.
Il pregio, però, è esattamente quello che manca alle spiagge simbolo: ci si va senza pensarci. Nessun parcheggio da conquistare all'alba, nessuna strada stretta, nessuna programmazione. Quando il mare è a dieci minuti smette di essere una gita e diventa una abitudine, e in una settimana di vacanza le abitudini valgono più delle gite.
Chi vuole entrambe le cose fa la scelta ovvia: le spiagge di casa nei giorni normali, e una o due giornate dedicate ai posti più lontani, come si vede nell'itinerario di sette giorni partendo da qui.
Da abbinare
Sulla stessa strada, prima del mare, c'è il pozzo sacro nuragico di Sa Testa: mezz'ora in tutto, e la giornata di spiaggia diventa anche una piccola gita nell'età nuragica senza aggiungere un chilometro di strada.
Chi vuole allungare di due chilometri trova Bados e Pittulongu, che sono l'altro mare di casa. E chi ha un giorno intero da spendere scende a sud, verso Porto Istana, dove l'isola non è più un profilo lontano.
Il mare del golfo a dieci minuti da casa
Lido del Sole a 6,2 chilometri, Bados a 9,5, Pittulongu a 10,8, Porto Istana a 15,6. Tutte distanze stradali reali, misurate dalla porta di casa.

