Su sette notti, due giorni sono sempre a metà: quello in cui si arriva e quello in cui si riparte. In molte vacanze diventano due giornate perse tra trasferimenti, attese e valigie in macchina. Qui possono non esserlo, e la ragione è aritmetica.
Il giorno di arrivo
Il check in è tra le 14 e le 20 e si fa di persona: aprono Piero e Paola, e questo è anche il momento in cui vi spiegano come funziona la casa e cosa conviene fare nei giorni successivi. Sono informazioni che nessun messaggio automatico riesce a dare.
Le distanze giocano a favore. Aeroporto a 7 chilometri (quattordici minuti), porto Isola Bianca a 3,7 (otto minuti), stazione a 1,2 (sedici minuti a piedi). Dal momento in cui si mette piede a Olbia a quello in cui si posa la valigia passa un quarto d'ora scarso, qualunque sia il mezzo con cui siete arrivati.
Cosa fare nel pomeriggio del primo giorno
Due opzioni, entrambe corte. La prima è il mare: Lido del Sole a 6,2 chilometri, dieci minuti, giusto per battezzare la vacanza. La seconda è la città: sedici minuti a piedi fino al corso, poi il lungomare e la cena.
Quello che sconsigliamo è partire per una spiaggia lontana il pomeriggio dell'arrivo. Con il caldo, le valigie e la stanchezza del viaggio si finisce per arrivare quando la spiaggia si sta svuotando.
La prima spesa
C'è una cosa che conviene fare la sera stessa: comprare la colazione e due o tre cose per il giorno dopo. Con i negozi in città non è una missione, e la mattina seguente si parte per il mare senza dover cercare un bar aperto. Il resto sta nella guida alla spesa.
Il giorno di partenza
Il check out è alle 10, ed è il momento in cui le distanze corte pagano di nuovo. Chi ha il volo o la nave nel pomeriggio non deve girare per la città con le valigie in macchina: è consentito il deposito dei bagagli.
Vuol dire che l'ultima mattina si può usare: un bagno veloce al Lido del Sole, la doccia in spiaggia, un ultimo giro in centro, e poi si passa a prendere le valigie e si va. Sette chilometri fino all'aeroporto, tre e sette fino al porto.
Se arrivate con la vostra auto
Chi sbarca in traghetto con la propria macchina ha un problema in meno: il parcheggio in strada davanti casa è libero e gratuito, quindi non c'è un garage da prenotare né un posto da pagare per tutta la settimana. I dettagli sui tre modi di arrivare stanno in arrivare a Olbia.
Cosa serve avere a portata di mano
All'arrivo servono i documenti di identità di tutti gli ospiti, bambini compresi: la registrazione degli arrivi è un obbligo di legge per chiunque affitti, e farla in due minuti invece che in venti dipende solo dall'avere i documenti pronti.
Utile anche un recapito telefonico funzionante, perché l'accoglienza qui è di persona e non automatica: se il volo ritarda o il traghetto arriva tardi basta avvisare, e ci si organizza. È una delle poche cose che un check in senza contatto umano non permette.
L'ultima sera
La sera prima della partenza è quella in cui conviene fare due cose: chiudere la valigia e uscire a piedi per l'ultimo giro in centro. Serve a non passare l'ultima mattina a cercare i calzini sotto il letto, e a chiudere la vacanza con la parte migliore della città invece che con i preparativi.
Chi ha comprato prodotti da portare a casa li metta in valigia quella sera stessa, imballati bene: le bottiglie in stiva vogliono qualche precauzione, e il pane carasau vuole solo di non essere schiacciato.
Se arrivate fuori orario
Il check in va dalle 14 alle 20. Chi arriva più tardi lo dica in anticipo, prima della prenotazione o comunque appena si conoscono gli orari di volo: è una cosa che di norma si sistema parlandosi, ma va concordata e non improvvisata la sera stessa.
Il resto della settimana
Una volta sistemati i due giorni di coda, restano cinque giorni pieni. Come si riempiono senza passarli in macchina lo abbiamo scritto in sette giorni partendo da qui.
La base giusta per una settimana senza corse
Cinque giorni a piedi o a dieci minuti di auto e due sole giornate di spostamenti lunghi: si può fare perché le distanze sono queste.


