Chi ha viaggiato con un bambino piccolo sa che la vacanza non si decide sulle foto della struttura. Si decide su tre o quattro dettagli noiosi: quanti scalini ci sono, dove si mette il passeggino, se c'è modo di lavare i vestiti, quanto è lontano il mare quando alle due del pomeriggio serve tornare a casa.
Quello che semplifica la giornata
L'appartamento è al piano terra e la casa è su un solo livello: nessuna rampa di scale con il bambino in braccio e la borsa del mare nell'altra mano. L'ingresso è indipendente e davanti c'è il giardino privato, che nella pratica vuol dire uno spazio dove il bambino sta fuori senza che nessuno debba stare a controllare un cancello sulla strada.
In casa ci sono il seggiolone e la brandina da viaggio, quindi due ingombri in meno da portare. Ci sono la lavatrice e la lavatrice asciugatrice, che con i bambini non sono un comfort ma una necessità quotidiana. Il corridoio è ampio, dettaglio che nota solo chi ha provato a girare con un passeggino dentro un appartamento stretto.
Non aggiungiamo niente a questo elenco, perché è esattamente quello che c'è scritto nell'anagrafica della casa. Il resto lo si vede nelle foto e nella pagina dell'appartamento.
Il mare giusto per i piccoli
Il golfo di Olbia è una rada riparata, e le spiagge che vi si affacciano hanno in comune due caratteristiche utili: acqua bassa per parecchi metri e mare quasi sempre calmo. Non è un dettaglio estetico, è il motivo per cui qui si sta in acqua con un bambino di due anni senza reggerlo per la maglietta.
Le distanze in auto, misurate sul percorso stradale reale: Lido del Sole 6,2 chilometri, dieci minuti. Bados 9,5 chilometri, tredici minuti. Pittulongu 10,8 chilometri, dodici minuti. Porto Istana 15,6 chilometri, ventidue minuti. Sono tempi che consentono di andare al mare la mattina, rientrare per il riposo pomeridiano e tornarci nel tardo pomeriggio.
La città a misura di passeggino
Il centro di Olbia è pianeggiante, e il Corso Umberto è pedonale: due caratteristiche che valgono oro quando si spinge un passeggino. Dalla casa sono 1,2 chilometri e sedici minuti a piedi, tutti in piano.
Il lungomare è lungo, piatto e aperto: è il posto dove far consumare l'ultima energia della giornata prima di cena. La passeggiata serale, qui, è un rito che funziona anche con i bambini stanchi, perché non bisogna arrivare da nessuna parte.
I giorni in cui il mare non si può fare
Con i bambini piccoli capita sempre: il giorno di vento, il giorno in cui uno dei due non sta bene, il giorno in cui semplicemente basta. Stando in città quel giorno non è perso, perché le alternative sono a portata di passeggiata invece che a mezz'ora di macchina.
Il museo archeologico si raggiunge a piedi ed è una visita corta. Il centro pedonale e il lungomare si fanno col passeggino. E se non si vuole uscire affatto, c'è il giardino privato davanti casa, che per un bambino di tre anni è già abbastanza.
È la ragione principale per cui, con i bambini, una casa in città batte quasi sempre una casa isolata: nei giorni storti la città offre delle uscite di sicurezza, la campagna no.
Cucinare per loro
La cucina è separata e attrezzata: forno, fornelli, microonde, frigorifero, lavastoviglie, macchina per caffè e tè, piatti e posate. Con i bambini questo è il punto che decide la sostenibilità di una settimana intera, perché la differenza tra tre pasti al ristorante al giorno e una vacanza normale sta tutta lì.
Significa poter cenare alle sette invece che alle nove, avere il frigorifero pieno delle cose che il bambino mangia davvero, e non dover uscire quando c'è la febbre. Su cosa comprare e dove, abbiamo scritto la guida alla spesa e alla cucina di casa.
Ultima cosa, la più pratica di tutte: metà della roba che state per mettere in valigia qui c'è già. L'elenco esatto sta nell'articolo sulla valigia per un appartamento.
Dormire dentro la città, non accanto
Da qui il centro è a 1,2 chilometri a piedi e il primo mare a dieci minuti di auto. Un appartamento al piano terra con giardino privato, fino a 4 ospiti.


